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Quando dialetto fa rima con divertimento

Da giovedì 14 aprile all’Annunciata comincia l’Osteria de la coltura: momenti di approfondimento linguistico si alterneranno a racconti, letture e riflessioni tutte in meneghino

ABBIATEGRASSO – Un viaggio alla scoperta delle radici culturali e linguistiche dell’Abbiatense: ecco la proposta dell’Osteria de la coltura, il percorso di incontri promossi dal Comune di Abbiategrasso e dedicati al dialetto, alle sue regole grammaticali e alle sue sfumature e significati.

I docenti Luigi Balocchi e Pierluigi Crola abbineranno, come sempre, la precisa e fedele analisi della lingua a letture e momenti di confronto all’insegna dell’ironia: canzoni, proverbi e poesie saranno la materia prima su cui lavorare e studiare insieme durante gli incontri incentrati sull’analisi testuale. Quest’anno, inoltre, saranno proposte anche alcune lezioni - interamente in milanese – sulla storia sia di Abbiategrasso sia del capoluogo lombardo.

L’appuntamento, a partire dal 14 aprile, si rinnoverà all’Annunciata ogni giovedì sera alle 21, per dieci settimane (con una breve pausa in occasione della festività del 2 giugno).

Per info su costi e iscrizioni, rivolgersi ai Servizi Culturali del Comune (email cultura@comune.abbiategrasso.mi.it, tel. 02-94692.220/292/295), oppure all’Ufficio relazioni con il pubblico “Punto in Comune” in piazza Marconi 3, aperto al pubblico lunedì, martedì e giovedì dalle 9 alle 17, mercoledì dalle 10 alle 19 e venerdì dalle 8 alle 13, tel. 02-94692.215/261/290, email urp@comune.abbiategrasso.mi.it

“Il dialetto rappresenta le nostre radici e fa parte del nostro vissuto – commenta l’assessore alla Cultura Beatrice Poggi – è la lingua che a volte ascoltiamo per strada e che spesso sentiamo parlare in casa, non solo dai più anziani: i suoni e le parole in dialetto costruiscono metafore e simboli che colorano la nostra vita quotidiana. Inoltre, l’Osteria de la coltura rappresenta un’opportunità anche per i giovani – spiega l’assessore - Del resto, infatti, abbiamo inserito il dialetto nell’ambito del Piano per il diritto allo studio: riteniamo fondamentale che anche le giovani generazioni partano dalle nostre origini, anche linguistiche, per conoscere meglio il territorio e la storia locale.”

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