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Annunziata, partita la riqualificazione dell'area esterna

Dove una volta esisteva il sagrato della chiesa sarà creato un nuovo piazzale. L'intervento valorizzerà l'ingresso al complesso monumentale

 
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Riqualificare tutta l'area esterna al complesso conventuale dell'Annunziata: è questo l'obiettivo degli interventi iniziati nei giorni scorsi lungo via Ponti.
La strada, chiusa al traffico, verrà trasformata in un percorso esclusivamente pedonale. Tutta l'area esterna all'ex convento verrà completamente pavimentata, mediante l'utilizzo di pietre naturali. La nuova pavimentazione eliminerà il divario tra la strada e il marciapiede, a favore di un unico piano. Di fatto, la sistemazione consentirà di ricostruire un vero e proprio ingresso all'Annunziata, valorizzando la facciata della chiesta, in fase di completo restauro, nonché tutto il complesso monumentale, futura sede di attività universitarie e congressuali, così come previsto dall'Accordo di programma siglato l'estate scorsa dall'Università degli Studi di Milano, la Regione Lombardia, la Provincia di Milano e, appunto, il Comune di Abbiategrasso.
Pertanto, dove un tempo si trovava il sagrato della chiesa, sorgerà una piazza pedonale alberata, un luogo di incontro a vantaggio sia degli utenti del polo universitario sia dei residenti della zona. Sullo stesso piazzale, in orizzontale, saranno proposti gli elementi architettonici che caratterizzano la facciata della chiesta stessa (lesene), creando, così, grazie anche alle nuove alberature, una visione prospettica del monumento. Nell'ambito della riqualificazione complessiva dell'area, è pertanto previsto anche l'abbattimento di alcune piante situate all'ingresso del complesso. E' evidente che tale rimozione è necessaria ai fini della realizzazione di tutto l'intervento di valorizzazione dell'area, dove, in ogni caso, saranno messi a dimora nuovi alberi.
Le opere di sistemazione descritte sono parte del pacchetto di interventi finalizzati al restauro della chiesa - situata a nord del complesso monumentale, per lungo tempo occupata da officine, abitazioni e adibita addirittura a deposito di materiale edile - degli affreschi interni alla medesima ? il cui restauro è affidato a Pinin Brambilla ? del cortile del pozzo e del corpo dell'accoglienza (ovvero la vecchia portineria del convento). Interventi iniziati a gennaio di quest'anno.
La conclusione delle opere è prevista per la fine del 2005. Il progetto, realizzato dal settore Lavori Pubblici del Comune di Abbiategrasso, prevede una spesa di 2 milioni e 600 mila euro.




A proposito del complesso dell'Annunziata
Il complesso architettonico è voluto da Galeazzo Maria Sforza a compimento di un voto pronunciato nel 1466, quando, al servizio del re di Francia, scampa miracolosamente all'attacco di truppe capitanate da Agostino da Lignana e Giovanni Alborio.
Viene ultimato nel 1472, mentre la chiesa è consacrata col titolo di "Santa Maria Annunziata" nel 1477.
La chiesa e il convento vengono affidati all'Ordine dei Frati Minori Osservanti, ma nel 1810 il convento è soppresso.
Sulla destra della chiesa si apre l'arco di ingresso al primo cortile sul quale si affacciano un imponente corpo su due piani, appartenente al nucleo primitivo del complesso, adibito poi ad abitazione, un edificio costruito ai primi del secolo scorso per ospitare la lavanderia e il dormitorio nonché la parte più recente, risalente agli anni cinquanta del secolo scorso.
Attraverso due passaggi con volte a crociera, si accede al secondo cortile, più ampio e regolare del primo; su di esso si affaccia un doppio portico che circonda sui quattro lati il cortile e che custodiva, nel tratto adiacente la chiesa, il cimitero dei frati. Vi è inoltre il corpo di fabbrica che ospitava la sacrestia, il refettorio, la cucina e il dormitorio.
I locali dell'antico refettorio sono stati nel tempo frazionati ed adibiti in parte ad abitazione e in parte a laboratorio. Vi si possono ora ammirare pregevoli affreschi, come la "Resurrezione" e l'"Ultima Cena" risalenti l'uno alla fine del ?400 e l'altro a circa due secoli dopo e dei quali è già stato completato il restauro.
A nord dell'intero complesso si estende la chiesa a lungo occupata da officine, abitazioni e da un deposito di materiale edile e il cui campanile, abbandonato per decenni, è stato già oggetto di un intervento di consolidamento e ristrutturato.
L'arco trionfale che portava al presbiterio è decorato da un grande ciclo di affreschi risalenti al XVI secolo in parte già restaurati.
Il complesso è stato acquisito dal Comune di Abbiategrasso nel ?97 e, a seguito della sottoscrizione dell'Accordo di Programma del Piano di Recupero Urbano, sono stati destinati dei finanziamenti che hanno consentito il recupero dei tre corpi di fabbrica insistenti sul chiostro principale, nonché la ricostruzione dell'appendice ad est del complesso, ad uso abitativo.
Da tale intervento sono rimasti invece esclusi i due corpi affacciati sul secondo chiostro e la chiesa, oggetto dell'intervento attualmente in corso, descritto nel presente comunicato.

L'Accordo di Programma
Vi ricordo che l'Accordo di Programma relativo alla realizzazione di funzioni universitarie e museali sul territorio di Abbiategrasso è stato siglato il 28 luglio 2003 nella sala Giunta del Palazzo della Regione a Milano. Di fatto, grazie al patto stipulato tra gli enti sarà possibile il recupero di alcuni importanti complessi monumentali della città - la Casa del Guardiano delle Acque, Palazzo Stampa, l'ex convento dell'Annunciata ? che saranno destinati a funzioni di eccellenza.
L'Accordo è stato firmato dalla Regione Lombardia (Assessorati alle Culture, Identità e Autonomie e alle Opere Pubbliche), dal Comune di Abbiategrasso, dalla Provincia di Milano e dall'Università degli Studi di Milano. Nell'operazione sono stati coinvolti anche Agenzia del Demanio e Aler Milano.
Gli interventi previsti nell'Accordo complessivamente ammontano a oltre 8 milioni di euro. Laboratori, uffici, attività congressuali, didattiche e culturali, foresteria, spazi espositivi: queste alcune delle funzioni di eccellenza che troveranno sede negli edifici di pregio restaurati, grazie a questa operazione così importante per il futuro della città, sotto il profilo culturale, sociale, economico e turistico.

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