Novità
Niente abitabilità agli edifici "rumorosi"
Avviata dal Comune una campagna di verifiche a campione per indurre i costruttori a rispettare i requisiti di isolamento acustico
In città gli edifici di nuova costruzione dovranno rispettare scrupolosamente i requisiti di isolamento acustico previsti dalla legge. In caso contrario, il Comune non concederà l'abitabilità. È questo il messaggio, semplice e diretto, che l'Amministrazione comunale ha deciso di inviare alle imprese costruttrici, pianificando un'innovativa campagna di controlli sui nuovi complessi residenziali. Gli obiettivi dell'iniziativa sono molteplici, pratici ma anche culturali. Innanzitutto si vogliono indurre le imprese a realizzare alloggi che assicurino un'adeguata protezione dai rumori, garantendo di conseguenza a chi li abiterà una migliore qualità della vita. In prospettiva si vuole però anche stimolare nei progettisti e nei costruttori la crescita di una cultura del rispetto delle leggi ambientali, facendo allo stesso tempo maturare nei cittadini che devono acquistare una casa la consapevolezza dei propri diritti.
L'iniziativa, che ha pochissimi precedenti in Italia, è già entrata nella fase operativa. Nei mesi scorsi, infatti, la Giunta comunale ha affidato a una ditta specializzata il compito di effettuare una serie di verifiche a campione su fabbricati per i quali il Comune dovrebbe certificare l'abitabilità. Abitabilità che può essere concessa solo se vengono rispettati tutti i requisiti igienico-sanitari previsti dalla legge, fra i quali rientrano appunto quelli di isolamento acustico. Il rispetto di questi ultimi viene in genere autocertificato da parte di progettisti e costruttori: è proprio l'attendibilità di tali autocertificazioni che la nuova campagna di controlli intende ora accertare.
"La decisione di adottare questa politica - osserva l'assessore all'Ambiente Emilio Florio - nasce dall'esperienza: spesso negli anni scorsi il Comune è stato chiamato a intervenire in situazioni di conflittualità, se non addirittura in vere e proprie liti giudiziarie, nate da problemi di rumorosità delle nuove abitazioni. Una prova del fatto che si è spesso costruito senza prestare sufficiente attenzione all'isolamento acustico. Vogliamo che tali situazioni non si ripetano in futuro. È possibile: basta applicare le norme che esistono, ma che finora sono state frequentemente disattese, anche perché è mancato un efficace sistema di controllo. In pratica stiamo dicendo alle imprese che i controlli, d'ora in poi, si faranno, e saranno minuziosi. Crediamo che ciò le indurrà a costruire a regola d'arte."
In pratica, i fabbricati saranno sottoposti a un vero e proprio "collaudo acustico": è stata proprio la complessità delle misurazioni da effettuare a impedire finora un'efficace applicazione dei controlli. Da qui la decisione dell'Amministrazione comunale di ricorrere a un'azienda specializzata e di sostenere l'elevato costo delle verifiche (circa 2.500 euro per ogni caseggiato), effettuandole "a campione" su un certo numero di edifici. Al momento sono stati completati i primi due collaudi, che hanno purtroppo confermato una situazione insoddisfacente: la maggioranza dei parametri misurati non rispettano i limiti di legge. I costruttori saranno ora perciò costretti a effettuare gli interventi necessari a riportarli entro le norme, prima di poter ottenere l'abitabilità.
"Chi costruisce - sottolinea Florio - ha precise responsabilità: non tanto verso il Comune, ma verso coloro che acquistano la casa, i quali hanno diritto a godere di un alloggio confortevole e di una effettiva privacy. Continueremo perciò i controlli a campione anche nei prossimi anni. Siamo infatti decisi ad affermare un semplice principio: quanto prescritto dalla legge va scrupolosamente osservato. Una fermezza che, crediamo, stimolerà la diffusione di una maggiore attenzione alla scelta dei materiali da impiegare e delle tecniche da adottare, con ricadute positive per tutti. Quella che abbiamo avviato, infatti, è un'iniziativa che non ha alcun intento punitivo. Non vuole essere contro nessuno, ma semplicemente a favore dei cittadini. Per garantire una migliore qualità della vita."
IN CHE COSA CONSISTONO I CONTROLLI
La normativa acustica per l'edilizia risale al 1997 (DPCM 5.12.1997) e fissa fra l'altro i cosiddetti "requisiti acustici passivi". Si tratta di cinque parametri che indicano con precisione il "comportamento" di un edificio nell'attenuare i rumori provenienti da ogni possibile fonte, interna o esterna all'edificio stesso, ai fini di ridurre l'esposizione umana all'inquinamento acustico. Vengono infatti presi in considerazione sia i rumori che si propagano attraverso l'aria ("rumore aereo", come quello proveniente dal traffico), sia quelli che vengono trasmessi attraverso la struttura dell'edificio ("rumore da impatto", come a esempio quello provocato dal calpestio), sia quelli provocati dagli impianti tecnologici.
I controlli consistono nel misurare i diversi parametri con un'adeguata strumentazione e accertare che siano rispettati i valori limiti fissati per legge. In pratica viene verificato l'isolamento delle pareti divisorie interne (che consentono ai rumori di propagarsi tra un alloggio e l'altro), quello delle facciate (che devono proteggere dai rumori esterni) e quello delle strutture portanti (che trasmettono il rumore "di calpestio"). Viene infine misurata la rumorosità di tutti gli impianti, sia quelli a funzionamento continuo (come gli impianti di riscaldamento o condizionamento) sia quelli a funzionamento discontinuo (come gli ascensori e gli scarichi idraulici).
GLI EFFETTI DEL RUMORE
L'esposizione prolungata ad alti livelli di rumore può essere nociva per la salute e causare danni all'udito. Ma anche i rumori di bassa intensità presenti nelle abitazioni possono costituire un elemento di forte disagio: suoni non graditi, se interferiscono con il riposo e la qualità del sonno, sono infatti causa di insonnia o di stress, oltre che di numerosi effetti collaterali come ipertensione e cardiopatie.
L'intensità dei rumori viene espressa in decibel. Si tratta di una scala logaritmica: ciò significa che a un aumento di 3 decibel corrisponde in pratica il raddoppio dell'intensità del rumore. Sono considerati "alti livelli di rumore" quelli superiori a 80 decibel. Un tagliaerba può arrivare a 90 decibel e il traffico pesante in una strada di città a 93 decibel. Rumori superiori a 120 decibel (quello emesso da un martello pneumatico) causano dolore e provocano svenimenti.
All'interno delle abitazioni, possono essere causa di disagio i rumori che superano i 40 decibel. È il caso del rumore provocato dagli impianti di condizionamento (circa 40 decibel), quello di una conversazione (dai 40 ai 60 decibel) o quello di un televisore a volume medio (70 decibel). Sotto ai 40 decibel vi è invece una situazione di relax: è ad esempio quella della sala di lettura di una biblioteca, dove il rumore di fondo non supera i 30 decibel.
Servizio Comunicazione Istituzionale


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