Comune di Abbiategrasso - Comunicazione - 297/2023

IV novembre: il ricordo dell'Amministrazione Comunale

Oggetto: IV novembre: il ricordo dell'Amministrazione Comunale

Anno
2023
Settore
Informazioni Istituzionali
Tipo
Comunicazione
Numero
297
Data Inizio Pubblicazione
01/11/2023
Data di scadenza

Il 4 novembre, in ricordo della fine della Prima guerra mondiale. si celebra il “Giorno dell’Unità Nazionale” e la “Giornata delle Forze Armate


Gli Italiani sono tutti chiamati a ricordare la data del 4 novembre per non dimenticare che, proprio in quella data, con l’Armistizio di Villa Giusti, nel 1918 agli italiani fu consentito di rientrare nei territori di Trento e Trieste portando così a compimento il processo di unificazione nazionale iniziato in epoca risorgimentale. 

Fu necessario un grande impegno militare dei nostri soldati che intervennero lungo il confine nord-orientale, dallo Stelvio agli altipiani d'Asiago, dalle Dolomiti all'Isonzo e fino al mare, testimoniando quel profondo sentimento di amor di Patria che li animò in quegli anni in quelle difficili ed impegnative azioni di battaglia. 
 
L’Italia dimostrò di essere una Nazione e alimentò questo senso di appartenenza con la strenua resistenza sul Grappa e sul Piave, fino alle giornate di Vittorio Veneto. 

Sempre il 4 novembre nell'anno 1921, per onorare i sacrifici dei soldati caduti a difesa della Patria ebbe luogo la tumulazione del “Milite Ignoto”, nel Sacello dell’Altare della Patria a Roma. 

È rivolgendosi a lui, in un’intima e personale lettura della poesia di Renzo Pezzani, che l'Amministrazione Comunale vuole ricordare tutti gli italiani caduti in guerra e, ancor più in generale, tutti gli uomini che ancora oggi si trovano a dover combattere e a perire per gli stessi ideali, o per dovere, in paesi coinvolti in sanguinose e assurde guerre, nella speranza che si scuotano le coscienze dei potenti per raggiungere al più presto accordi di pace.

La preghiera del milite ignoto di Renzo Pezzani
Fratello senza nome e senza volto
da una verde trincea t’han dissepolto.
Dormivi un sonno quieto di bambino,
un colpo aveva distrutto il tuo piastrino.
Eri solo un fante della guerra,
muto perché ti imbavagliò la terra.
Ora dormi in un’urna di granito,
sempre di lauro fresco rinverdito.
E le madri che non han più veduto
tornare il figlio come te caduto,
né san dove l’abbian sepolto,
ti chiamano e rimangono in ascolto.
Oh, se mai la voce ti donasse Iddio
per dire: “O madre, il figliol tuo son io”.

 

L'Amministrazione del Comune di Abbiategrasso


 
 

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