Distributori di Carburante

IMPIANTO DI DISTRIBUZIONE CARBURANTI  AD USO PUBBLICO

Definizioni
L’impianto di distribuzione carburanti è il complesso commerciale unitario, dotato di propri accessi ad uso esclusivo dello stesso, costituito da uno o più apparecchi di erogazione automatica di carburante per autotrazione con le relative attrezzature, dalle aree destinate agli edifici e ai manufatti per i servizi all’automobile ed all’automobilista e alle autonome attività commerciali integrative, comprensivo dei parcheggi e delle relative aree di manovra.
Per “carburanti” si devono intendere le benzine, le miscele di benzine e olio lubrificante, il gasolio per autotrazione, il GPL per autotrazione, il gas metano, l’idrogeno, le miscele metano-idrogeno e i bio-carburanti indicati nell’Allegato I del Decreto Legislativo 30 maggio 2005 n. 128, e ogni altro carburante per autotrazione conforme ai requisiti tecnici indicati per ciascun carburante nelle tabelle della commissione tecnica di unificazione dell’autoveicolo (CUNA).
L'installazione e l'esercizio di impianti di distribuzione dei carburanti sono attività liberamente esercitate sulla base dell'autorizzazione di cui al Decreto legislativo n. 32/1998


Normativa di riferimento

  • Decreto Legislativo 11 febbraio 1998 n. 32 Razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti, a norma dell'articolo 4, comma 4, lettera c ), della legge 15 marzo 1997, n. 59";
  • Decreto del Presidente della Repubblica 07.09.2010 n. 160 “Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo Sportello Unico per le attività produttive”;
  • Decreto 17 gennaio 2013 del Ministero dello Sviluppo Economico;
  • Legge Regionale 2 febbraio 2010 n. 6 “Testo unico delle leggi regionali in materia di commercio e fiere”; 
  • Delibera di Consiglio Regionale 12 maggio 2009 n. VIII/834 “Programma di qualificazione ed ammodernamento della rete di distribuzione dei carburanti;
  • Delibera di Giunta Regionale 11 giugno 2009 n. VIII/9590 “Procedure amministrative relative all’installazione degli impianti e all’esercizio dell’attività di distribuzione dei carburanti”;
  • Piano del Governo del Territorio (Piano delle Regole)

Requisiti personali
L’autorizzazione per l’apertura degli impianti di distribuzione carburanti è rilasciata dal Comune nel rispetto dei criteri, dei requisiti e delle procedure di cui agli artt. 87 , 87 bis e 87 ter della Legge Regionale n. 6 del 2 febbraio 2010.
Il richiedente l’autorizzazione per l’installazione e l’esercizio di un impianto stradale di distribuzione carburanti per autotrazione deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • aver compiuto diciotto anni;
  • essere cittadino italiano, o persona giuridica italiana o degli Stati dell’Unione europea, oppure società aventi sede legale in Italia o negli Stati dell’Unione europea, oppure persona fisica o giuridica avente nazionalità di Stati che ammettano i cittadini, gli enti e le società italiane all’esercizio dell’attività di distribuzione di carburanti per uso di autotrazione.

L’autorizzazione non può essere rilasciata a coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per delitto non colposo per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a due anni e nel massimo a cinque anni, o una condanna che comporta la interdizione dai pubblici uffici di durata superiore a tre anni, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione.

Inoltre non devono sussistere, nei confronti dei soggetti interessati, cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all'art. 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011 n.159 “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonchè nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n.136”. Nel caso di società la dichiarazione per l'accertamento antimafia va resa, a seconda del tipo di società da:

  • società in nome collettivo: tutti i soci (se i soci sono società personali o società di capitali anche nei confronti delle persone fisiche che ne sono socie);
  • società in accomandita semplice: tutti i soci accomandatari (se i soci accomandatari sono società personali o società di capitali anche nei confronti delle persone fisiche che ne sono socie);
  • società di capitali di ogni tipo, anche consortili, le società cooperative, consorzi cooperativi e consorzi con attività esterna (articolo 2612 codice civile):
    • il legale rappresentante e gli eventuali altri componenti dell’organo di amministrazione;
    • il socio di maggioranza in caso di società di capitali con un numero di soci pari o inferiore a quattro, ovvero il socio in caso di società con socio unico;
    • tutti i soggetti membri del collegio sindacale, o nei casi contemplati dall’articolo 2477 codice civile, il sindaco effettivo, nonchè i componenti dell’organo di vigilanza previsto dalla normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti dipendente da reato (articolo 6, comma 1, lettera d) del D.Lgs. n. 231/2001);
    • a) ciascuno dei consorziati che nei consorzi e nelle società consortili detenga una partecipazione superiore al 10%; b) ciascuno dei consorziati che nei consorzi e nelle società consortili detenga una partecipazione inferiore al 10% e che abbia stipulato un patto parasociale riferibile ad una partecipazione pari o superiore al 10%; c) i soci o i consorziati per conto dei quali le società consortili o i consorzi operino in modo esclusivo nei confronti della pubblica amministrazione;
  • associazioni, anche prive di personalità giuridica: i soggetti che hanno la legale rappresentanza, tutti i soggetti membri del collegio sindacale, o nei casi contemplati dall’articolo 2477 codice civile, il sindaco effettivo, nonchè i componenti dell’organo di vigilanza previsto dalla normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti dipendente da reato (articolo 6, comma 1, lettera d) del D.Lgs. n. 231/2001);
  • società estere con sede secondaria in Italia (art. 2508 codice civile): i soggetti che rappresentano stabilmente la sede secondaria nel territorio dello Stato;
  • società costituite all’estero, prive di sede secondaria con rappresentanza stabile in Italia: i soggetti che esercitano poteri di amministrazione, di rappresentanza o di direzione dell’impresa;
  • G.E.I.E. (Gruppi Europei di Interesse Economico): i soggetti che hanno la rappresentanza e gli imprenditori o le società consorziate.

In caso di società i requisiti devono posseduti dal legale rappresentante o da altra persona specificatamente preposta all’attività di distribuzione dei carburanti.


Realizzazione nuovo impianto
La richiesta di provvedimento unico ai fini della realizzazione dell’impianto segue la procedura di conferenza di servizi di cui alla Legge 7 agosto 1990 n. 241.
Ad ultimazione dei lavori e prima della messa in esercizio, i nuovi impianti, quelli sottoposti a ristrutturazione totale e quelli potenziati con i prodotti metano e GPL, devono essere collaudati, su richiesta del titolare dell’autorizzazione, da apposita commissione nominata dal Comune e composta dai rappresentanti designati dal Comune, dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco, dall’Ufficio della Dogane competente per territorio, dall’ASL e da ARPA competenti per territorio.
In attesa del collaudo il Comune può autorizzare, su richiesta del titolare dell’autorizzazione, l’esercizio provvisorio dell’impianto per un periodo non superiore a 180 giorni, eventualmente prorogabili. A tal fine il titolare dell’autorizzazione presenta al Comune la dichiarazione di inizio attività convalidata dal Comando provinciale dei vigili del fuoco ai sensi del D.P.R. 151/2011.
I gestori degli impianti espongono all’interno dell’area di pertinenza idoneo cartello fornito dai titolari delle autorizzazioni, in cui sono riportati l’orario di servizio ed i turni di apertura.
I gestori espongono altresì, in prossimità degli accessi un altro cartello, fornito dai titolari delle autorizzazioni, in cui sono riportati i prezzi riferiti a ogni singola tipologia di carburante in vendita secondo un ordine predeterminato (Decreto 17 gennaio 2013 del Ministero dello Sviluppo Economico). L’obbligo si intende assolto con l’esposizione di un solo prezzo per ciascuna categoria merceologica (gasolio, benzina, gpl, metano o carburanti di altra natura).


Modifiche all’impianto
Sono soggette a preventiva autorizzazione del Comune le modifiche degli impianti concernenti:

  • aggiunta di nuovi prodotti petroliferi o idrocarburi diversi da quelli già autorizzati;
  • ristrutturazione totale dell’impianto;
  • trasformazione di impianto da servito in impianti di cui all’art. 82, comma 1 lett. f).

Ogni altra modifica degli impianti di distribuzione carburanti diversa da quelle sopra indicate, è soggetta a comunicazione da inoltrare al Comune competente. In tali casi il titolare dell’autorizzazione invia al Comune, alla Regione, ai Vigili del Fuoco, all’ARPA, all’Azienda Sanitaria Locale e all’Agenzia delle Dogane competenti per territorio e all’ente proprietario della strada o alla società titolare della concessione autostradale, apposita comunicazione nella quale attesta che le modifiche rispettano le norme edilizie, urbanistiche, ambientali, fiscali, di sicurezza sanitaria e stradale e di prevenzione incendi.


TURNI E FERIE ATTIVITA’

anno 2021
ferie 2021
turni apertura impianti
link a protale Regione Lombardia

anno 2019
ferie 2019

giorni festivi infrasettimanali e domenicali

anno 2018
ferie 2018
turni apertura distributori 2018

Regione Lombardia definisce gli orari ed i turni di apertura/chiusura dei distributori di carburanti e, annualmente, assegna i turni delle ferie con specifica.

  • Decreto  n 10080 del 23_11_2015_ Turni impianti carburanti 2016;
  • DGR n. X/4071_Nuovi indirizzi Turni Carburanti;

 Per gli impianti di distribuzione dotati di apparecchiature attive e funzionanti con modalità di rifornimento Self-service l’effettuazione dei turni di servizio nelle domeniche e nei giorni festivi infrasettimanali può essere assolta senza la presenza del gestore o di personale preposto. Fanno eccezione gli impianti distributori di gas petrolio liquefatto e/o di metano per i quali è obbligatoria la presenza del gestore o del personale. In questi casi la deroga potrà essere concessa previa specifica richiesta.


IMPIANTO DI DISTRIBUZIONE AD USO PRIVATO

Definizione
Per impianto di distribuzione carburanti per autotrazione ad uso privato si intendono tutte le attrezzature fisse o mobili composte da erogatore collegato a serbatoio interrato, oppure da contenitori-distributori fuori terra.

Tali impianti devono essere:

  • completi di erogatore;
  • di tipo omologato ai sensi della normativa vigente;
  • ubicati in spazi all’interno di stabilimenti, cantieri, magazzini e simili, di proprietà o in uso esclusivo;
  • destinate al rifornimento di automezzi, o mezzi targati e non targati, di proprietà o oggetto di contratto di leasing in uso al titolare dell’autorizzazione, con esclusione delle attrezzature fisse o mobili destinati ai carburanti agevolati per uso agricolo.

Prerequisiti
L’autorizzazione per l’apertura degli impianti privati è rilasciata dal Comune nel rispetto dei criteri e delle procedure stabilite dai provvedimenti di cui all’art. 83 della L.R. 6/2010, ed è subordinata esclusivamente alle seguenti verifiche di conformità relative a:

  • alle disposizioni degli strumenti urbanistici comunali;
  • alle prescrizioni concernenti la sicurezza in materia di sanità, tutela dell’ambiente e prevenzione degli incendi;
  • alle prescrizioni in materia fiscale nei casi richiesti.

Contestualmente alla presentazione dell'istanza per il rilascio dell'autorizzazione petrolifera, il richiedente avvia le procedure di natura edilizia secondo le norme regionali e comunali vigente in materia.


Normativa di riferimento

  • Decreto Legislativo 11 febbraio 1998 n. 32 Razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti, a norma dell'articolo 4, comma 4, lettera c ), della legge 15 marzo 1997, n. 59";
  • Decreto del Presidente della Repubblica 07.09.2010 n. 160 “Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo Sportello Unico per le attività produttive”
  • Legge Regionale 2 febbraio 2010 n. 6 “Testo unico delle leggi regionali in materia di commercio e fiere”;
  • Delibera di Consiglio Regionale 12 maggio 2009 n. VIII/834 “Programma di qualificazione ed ammodernamento della rete di distribuzione dei carburanti;
  • Delibera di Giunta Regionale 11 giugno 2009 n. VIII/9590 “Procedure amministrative relative all’installazione degli impianti e all’esercizio dell’attività di distribuzione dei carburanti”;
  • Piano del Governo del Territorio (Piano delle Regole)

Installazione nuovo impianto
La richiesta di autorizzazione per l’apertura dell’impianto segue la procedura di conferenza di servizi di cui alla Legge 241/1990.
Per questa tipologia di impianti ad uso privato vige il divieto di cessione di carburanti a terzi, a titolo oneroso o gratuito.
Ad ultimazione dei lavori e prima della messa in esercizio, i nuovi impianti, ad esclusione di quelli di gasolio ad uso privato costituiti da contenitori-distributori rimovibili approvati secondo la normativa vigente e rispondenti alle direttive europee vigenti in materia, gli impianti sottoposti a ristrutturazione totale e quelli potenziati con i prodotti metano e GPL, devono essere collaudati, su richiesta del titolare dell’autorizzazione, da apposita commissione nominata dal Comune e composta dai rappresentanti designati dal Comune, dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco, dall’Ufficio della Dogane competente per territorio, dall’ASL e da ARPA competenti per territorio.

In attesa del collaudo il Comune può autorizzare, su richiesta del titolare dell’autorizzazione, l’esercizio provvisorio dell’impianto per un periodo non superiore a 180 giorni, eventualmente prorogabili. A tal fine il titolare dell’autorizzazione presenta al Comune la dichiarazione di inizio attività convalidata dal Comando provinciale dei vigili del fuoco ai sensi del D.P.R. 151/2011.

Indicazione per pubblicazione prezzi 

Data di ultima modifica: 23/12/2020

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