Descrizione
La città di Abbiategrasso ha scelto di celebrare il Giorno della Memoria radicando il ricordo universale nel solco profondo della propria storia locale, attraverso un percorso di consapevolezza civile. Il cuore delle celebrazioni è scaturito dalla rievocazione di quel drammatico 12 agosto 1944, quando la Guardia Nazionale Repubblicana fece irruzione nell’allora Osteria dell’Allea per compiere una retata che avrebbe segnato per sempre la vita di alcune famiglie alle quali appartenevano i ventenni portati via. Proprio in quel luogo emblematico la sezione locale di Anpi, con la collaborazione dell’Amministrazione comunale e di Aned, ha scoperto una targa per onorare Marino Bianchi, Luigi Bottini, Gaetano Cameroni, Leopoldo Cislaghi, Antonio Grolla, Carlo Melles, Adriano Sesti, Pierino Trezzi e Marino Zanoni. Questi uomini, quasi tutti semplici cittadini, alcuni dei quali non ancora attivi nella Resistenza, furono strappati alle loro vite, condotti prima a Legnano e poi al campo di transito di Bolzano, per essere infine deportati a Dachau; un viaggio all’inferno dal quale solo Trezzi e Zanoni riuscirono a fare ritorno.
La cerimonia ha visto la partecipazione attiva degli studenti delle scuole cittadine e dei giovani che hanno intrapreso il Viaggio della Memoria, uniti alle associazioni d’Arma in un ideale passaggio di testimone generazionale. Questo itinerario della memoria si è poi concluso presso l’ex convento dell’Annunciata con lo svelamento di una seconda targa dedicata a don Ambrogio Palestra. Il sacerdote, figura centrale per l'equilibrio della comunità durante il conflitto, è stato un pilastro del Comitato di Liberazione Nazionale, offrendo rifugio alle riunioni clandestine e guidando Abbiategrasso verso la libertà con una saggezza tale da meritare la medaglia d’oro da tre diverse amministrazioni del dopoguerra.
Ad accogliere i ragazzi, accanto al sindaco Cesare Nai e al presidente di ANPI Michele Bona, è intervenuta la referente provinciale Bruna Brembilla, che ha illustrato la genesi del progetto "I luoghi della Resistenza, percorsi della memoria diffusa", un’iniziativa nata per trasformare la conoscenza dei fatti in custodia attiva del passato. Il legame tra la grande storia e le vicende locali è stato magistralmente delineato dal professor Mario Comincini. Attraverso documenti spesso inediti, lo storico ha ricostruito con passione la dinamica dell’arresto all'Allea, svelando il ruolo ambiguo del delatore Luigi Cucchi, detto il “Bestiaccia”, che attirò i cittadini in una trappola tesa con l'inganno di una riunione con il partigiano Davide Mario Levi.
Nel chiudere il suo intervento, Comincini ha offerto agli studenti una riflessione di straordinaria attualità sul valore dello Stato di diritto. Ricordando come don Palestra e il CLN locale si opposero fermamente alla giustizia sommaria e alle vendette personali, lo storico ha evidenziato come la prima seduta ufficiale del Comitato stabilì il primato del giusto processo anche per i collaborazionisti. Questa lezione di civiltà, che scelse la legalità al posto della violenza cieca, resta oggi il lascito più prezioso per le giovani generazioni: un invito a difendere i principi democratici contro ogni deriva di odio e sopraffazione.
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Ultimo aggiornamento: 27 gennaio 2026, 12:56