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Area Ex Ropal e comparto TP9: presentata la proposta per un Data Center

Attualmente il piano di rigenerazione è all'attenzione degli uffici

Data :

16 settembre 2026

Categorie:
Comune
Area Ex Ropal e comparto TP9: presentata la proposta per un Data Center
Municipium

Descrizione

L’Amministrazione Comunale di Abbiategrasso, data l’importanza del tema, informa la cittadinanza che lo scorso 5 agosto la società Digital Milan 1 Srl ha presentato una proposta di Programma Integrato di Intervento (PII) conforme al vigente PGT. Il progetto, attualmente all’attenzione degli uffici tecnici, propone la rigenerazione dell'area industriale dismessa "Ex Ropal" e la contestuale trasformazione dell'adiacente comparto "TP 9 - Vigevanese", area già classificata come edificabile con destinazione produttiva nel PGT 2010 e confermata in quello ora vigente .

Il progetto in cifre

Il programma prevede la nascita di un Campus Data Center ad alta tecnologia, sviluppato su una superficie complessiva ed edificabile così articolata:

  • Superficie territoriale interessata: 138.815 mq totali (72.265 mq nell'area Ex-Ropal e 66.550 mq nel comparto TP 9).
  • Superficie lorda (S.L.) di progetto: 73.982 mq.
  • Architettura dell'impianto: strutturazione in 3 fabbricati con un'altezza massima contenuta entro i 21 metri (edifici MXP012 e MXP013 nell'Ex-Ropal; edificio MXP011 nel comparto TP 9).
  • Capacità energetica: connessione elettrica pari a 120 MW e potenza termica di 468 MW.
  • Standard urbanistici la cessione di aree per creare un margine urbano alberato di almeno 7.000 mq verso la campagna, una fascia verde profonda 80 metri sul fronte sud e l'inserimento per concorrere alla realizzazione dell’anello della maratona prevista dal PGT.

Il quadro normativo

La Regione Lombardia, con la L.R. 11/2026 e le DGR del 3 agosto 2026, ha definito criteri specifici per la localizzazione e la sostenibilità dei data center, privilegiando aree dismesse o sottoutilizzate e introducendo requisiti energetici avanzati (recupero del calore, riduzione del consumo idrico, efficienza energetica). In caso di consumo di suolo non ancora edificato, è prevista una maggiorazione del contributo di costruzione fino al 200%. La concreta realizzazione di un data center richiede una valutazione articolata degli aspetti ambientali e urbanistici in coerenza con la normativa in evoluzione sia nazionale sia regionale. Questo parametro è decisivo per definire il percorso autorizzativo che si divide in due macro fasi in successione:

1.        Pianificazione urbanistica. L’operatore ha scelto di procedere mediante un particolare tipo di piano attuativo (P.I.I.) per definire con questo strumento tutte le peculiarità e caratteristiche localizzative e di incidenza delle opere di urbanizzazione dell’insediamento tecnologico. Contenuti che saranno ben definiti nella convenzione urbanistica. Il piano prima di essere adottato deve essere sottoposto all’iter di Valutazione Ambientali Strategiche (VAS). Già in questa fase ogni associazione o portatore di interesse potrà consultare la documentazione completa e presentare osservazioni ufficiali.

 

2.        Autorizzazione progetto. Il legislatore nazionale ha introdotto il procedimento unico (D.L. 21/2026), che coordina in un’unica sequenza tutti i titoli necessari alla realizzazione, ampliamento ed esercizio dei data center, riducendo la frammentazione procedurale e integrando le valutazioni ambientali. Il progetto deve però superare la Valutazione Impatto Ambientale (VIA). L’elemento centrale per la VIA è la potenza termica dei gruppi elettrogeni di emergenza, che determina l’assoggettabilità ai sensi del D.lgs. 152/2006: tra 50 e 150 MW è prevista la verifica di assoggettabilità, mentre oltre 150 MW è obbligatoria la VIA.

 La prima fase si è avviata con l’istanza di PII depositata all'indomani della pubblicazione (3 agosto), delle indicazioni operative della Legge Regionale 11/2026 sui Data Center garantendo il pieno inserimento del progetto in un quadro normativo chiaro e ben definito. Trattandosi di un'opera di rilevanza strategica, l'iter non sarà gestito dal solo Comune, ma seguirà un rigoroso controllo multilivello che prevede anche una Cabina di regia regionale: Il percorso autorizzativo vedrà il coordinamento diretto di Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano, ARPA e dei gestori dei servizi a rete (idrica ed elettrica) per analizzare l'impatto cumulativo sul territorio.

Aspetti ambientali

A fronte delle discussioni che tipicamente accompagnano gli insediamenti ad alta tecnologia come i Data Center, il sindaco Cesare Nai premette: “Allo stato attuale non si hanno elementi dettagliati rispetto alla tecnologia che sarà impiegata (si tratta di informazioni che entreranno in un secondo tempo a far parte dell’istruttoria) tuttavia, a fronte di un articolo uscito nei mesi scorsi su un quotidiano nazionale, la società in questione si è esposta anticipando che per il raffreddamento dei server si utilizzeranno sistemi a circuito chiuso che impiegano fluidi refrigeranti, evitando il prelievo continuativo di acqua dalla falda e scongiurando l'innalzamento della temperatura della stessa”. Inoltre, l'operatore adotta policy aziendali che prevedono esclusivamente l'acquisto di energia da fonti rinnovabili.

Ricadute per il territorio

Un investimento di tale portata sul territorio comunale oltre a rigenerare un’area industriale da anni dismessa e sotto utilizzata porterà anche ricadute economiche/occupazionali nella fase di costruzione (attività edilizia), di funzionamento (occupazione specializzata nell’insediamento) e di mantenimento dell’impianto (occupazione qualificata per attività di sicurezza e costante manutenzione).

La convenzione urbanistica definirà cessioni e monetizzazioni degli standard (4.575 mq di parcheggi, opere a scomputo per circa 135.000 euro. Le entrate stimate sono:

  • 6 milioni di euro per oneri di urbanizzazione
  • 4 milioni di euro per compensazioni vincolate a opere di riqualificazione ambientale.

·        Ipotesi di sfruttamento del calore con Teleriscaldamento per la città: primari operatori energetici nazionali stanno iniziando a studiare la fattibilità tecnica del recupero del calore di scarto anche del Data Center, utile ad alimentare una rete di teleriscaldamento a servizio di edifici pubblici e abitazioni private dell’intera città. Per accedere alla successiva fase realizzativa, l’iter dovrà concludersi con la sottoscrizione della convenzione urbanistica nella quale dovrà essere definita la cessione degli standard urbanistici e le opere a scomputo.

Stato dell’iter

Ha preso avvio la fase di Pianificazione urbanistica. Ora il piano sarà sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica, con possibilità per cittadini e associazioni di presentare osservazioni.

Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2026, 15:26

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